L’ uso dei social, forme di cyber bullismo, assertività e autostima

Comunicare con i Social in modo consapevole.

Ragazzi adolescenti e giovani adulti, utilizzano spesso i social come mezzo di comunicazione e ultimamente più che mai, come sostituti di relazioni in presenza. Questo aspetto rende diversi i rapporti, che da una parte si percepiscono come filtrati da uno schermo, dall’altra amplificano ogni cosa all’interno di una rete, in cui ogni leggerezza, frase detta in momenti di rabbia o frustrazione resta e spesso passa sotto gli occhi di più persone. Ecco allora che l’insulto, la frase sbagliata, magari dopo una lite, assumono un peso diverso, soprattutto se gli interessati sono giovani, con personalità non ancora sufficientemente strutturate per distinguere le cose da seguire e quelle da eliminare, alla ricerca di approvazione o di sicurezze che, non si hanno dall’esterno ma andrebbero ricercate dentro di sé, perché è proprio da lì che si inizia a costruire e a crescere.

Usare i Social per sentirsi vicini “da lontano”

Accettare critiche costruttive può essere utile a crescere, ma insulti da odiatori sono da cancellare e andare oltre. L’ uso dei social se da una parte ci dà l’ opportunità di sentirci vicini anche quando, sarebbe difficile per vari motivi e per molti aspetti è utile, non consente l’ esposizione alle situazioni che le relazioni comportano. Le emozioni e le sensazioni delle relazioni , spesso si fermano dietro lo schermo e si disperdono in messaggi scritti che vanno e vengono a tempi di connessione a volte debole, come lo sono le nuove relazioni che si creano, se non si riesce poi ad andare oltre e viverle anche in presenza. Nell’ ambito del bullismo e cyber bullismo, abbiamo spesso persone che nascondono le proprie fragilità cercando di sopraffare altri, in genere con altre difficoltà, in uno scambio negativo, in cui di base manca assertività, ovvero la capacità di esprimersi nel rispetto dell’altro, supportati, dall’ autostima creata dal senso di autoefficacia, generato dall’azione impegnata verso i propri valori, muovendosi verso una maggiore flessibilità psicologica.

Primo passo: Riconoscere il problema

Cercare di creare consapevolezza, di accrescere l’ autostima attraverso lo sviluppo di quelle potenzialità che generano autoefficacia, è l’inizio di un percorso di crescita che può aiutare a uscire dal circolo vizioso e vivere meglio. La psicoterapia cognitiva comportamentale  di terza generazione abbraccia questa linea che tende verso la flessibilità psicologica. E’ importante, in queste situazioni chiedere aiuto, perché non si può fare tutto da soli e a volte, già questo primo passo e riconoscere il problema è un buon inizio.