“Voler bene significa prendere possesso di qualcosa o qualcuno… desiderare qualcosa per completarci… Amare significa desiderare il meglio dell’altro.. .e permettergli di essere felice anche quando il suo cammino è diverso dal nostro…”
Da “Il Piccolo Principe” di Saint-Exupery
Se la coppia è in crisi, si può cercare in vari modi di ritrovare i sentimenti, le motivazioni e i valori che hanno unito le due persone, si può provare attraverso una terapia di coppia e molte volte, si riesce a recuperare la situazione, quando c’è ancora un sentimento che unisce, un amore, magari oscurato da momenti di difficoltà o incomprensioni; molte volte si può tornare a guardare insieme lo stesso orizzonte, convergendo il proprio sguardo verso quello dell’altro, ma da un’angolazione diversa, per avere una visione più ampia. Due persone autonome, capaci di crescere insieme, di supportarsi nelle proprie aspirazioni, di stimarsi e rispettarsi, possono ricongiungere i propri punti di vista, arricchendo la propria visione e la propria esperienza.
Bisogna, però anche saper riconoscere , quando non è più possibile andare avanti insieme e assumersi la responsabilità di andare per la propria strada, cercando di non farsi male a vicenda, perché se è vero che c’è dolore per il distacco e la fine di un legame e di un progetto di vita insieme, non bisogna distruggere ciò che di buono c’è stato e prendersi cura di sé come persona. “Trasformare in oro la spazzatura”, salvare i bei ricordi e se ci sono figli, rimanere genitori, perché si separa la coppia, ma è importante per i figli sentire di poter contare comunque sulla mamma e sul papà; questo non toglie il dolore della separazione, ma consente di gestirlo e non sentirsi del tutto abbandonati a sé stessi.
Molto spesso, è necessario farsi aiutare da un terapeuta, che consenta di arginare e incanalare le emozioni dei partners, come persone e anche come genitori, per superare le difficoltà di comunicazione della coppia e permettersi di rimanere sempre genitori, valorizzando il sentimento che li aveva resi tali e convergendo ora questo amore verso i figli, che in tutto ciò sono l’anello più debole, perché non scelgono, ma spesso subiscono le decisioni altrui e sono costretti a cambiamenti non voluti e che richiedono flessibilità psicologica, motivo per cui , a volte, possono essere supportati psicologicamente anche loro. Molto spesso, si creano nuovi equilibri, che se ben gestiti, consentono a genitori e figli di riprendere serenità e non sintomi più complessi, se lasciati a sé stessi; in questo l’intervento precoce, e la consapevolezza, come la capacità di chiedere aiuto, risultano salvifici e vitali.


